

Cartogramma,site-specific, 240 x 480, 2024
Questa installazione si propone come un invito ad andare oltre: “Una geografia immaginaria composta da sezioni o frammenti di mondo che raccontano un territorio, il suo paesaggio, le sue trasformazioni urbanistiche e il fenomeno dello spopolamento. La chiave di lettura dell’opera permette al luogo di specchiarsi in questa visione. Si tratta di un grande dipinto realizzato su delle grandi tavole di legno a cui vengono sovrapposti degli inserti scultorei in ceramica, piatti, realizzati con materiali di scarto della nostra società , dipinti e incisi, veri e propri focus sulla memoria dell’umanità.
Nelle porzioni di questa geografia, i Sassi, fermi e stabili, rappresentano i guardiani del tempo storico, mentre le canne al vento simboleggiano la libertà della natura, cresciuta spontaneamente nelle zone di periferia. I fili, altro elemento significativo, connettono gli esseri umani al paesaggio, tessendo una rete di relazioni tra passato e presente.
L’opera si inserisce in un discorso sociale più ampio, proponendo una visione poetica e al tempo stesso critica del territorio e delle sue evoluzioni. Non si limita a rappresentare uno spazio, ma lo interroga, lo smembra e lo ricompone in una nuova narrazione visiva, stimolando una riflessione profonda su appartenenza e trasformazione. In questo senso. La Biennale di Ulassai dedicata a Maria Lai si conferma un contesto privilegiato per il dialogo tra arte e territorio, offrendo uno spazio di sperimentazione e confronto per artisti capaci di interpretare la contemporaneità attraverso il proprio linguaggio espressivo.






Fotografie di Nelly Dietzel
